358 23. Da allora, con grande fervore
ed esultanza, egli cominciò a predicare la penitenza,
edificando tutti con la semplicità della sua parola
e la magnificenza del suo cuore. La sua parola era come fuoco
bruciante, penetrava nell'intimo dei cuori, riempiendo tutti
di ammirazione. Sembrava totalmente diverso da come era prima:
tutto intento al cielo, disdegnava guardare la terra. E, cosa
curiosa, iniziò la sua predicazione proprio dove, fanciullo,
aveva imparato a leggere, e dove poi ebbe la prima gloriosa
sepoltura, così che un felice inizio fu coronato da
una fine ancor più lieta. Insegnò dove aveva
imparato e terminò felicemente dove aveva incominciato.
359 In ogni suo sermone, prima di comunicare la parola
di Dio al popolo, augurava la pace, dicendo: «Il Signore
vi dia la pace!» (2Ts 3,16). Questa pace egli annunciava
sempre sinceramente a uomini e donne, a tutti quanti
incontrava o venivano a lui. In questo modo otteneva spesso,
con la grazia del Signore, di indurre i nemici della pace
e della propria salvezza, a diventare essi stessi figli della
pace e desiderosi della salvezza eterna.
360 24. Il primo tra quelli che seguirono l'uomo
di Dio fu un abitante d'Assisi, devoto e semplice di spirito.
Dopo di lui frate Bernardo, raccogliendo questo messaggio
di pace, corse celermente al seguito del Santo di Dio per
guadagnarsi il regno dei Cieli. Egli aveva già più
volte ospitato Francesco nella sua casa; ne aveva osservato
e sperimentato la vita e i costumi e, attratto dalla sua santità,
cominciò a riflettere seriamente, finché si
decise ad abbracciare la via della salvezza. Lo vedeva passare
le notti in preghiera, dormire pochissimo e lodare il Signore
e la gloriosa Vergine Madre sua, e, pieno di ammirazione pensava:
«Veramente quest'uomo è un uomo di Dio!»
Si affretta perciò, a vendere tutti i suoi beni, distribuendo
il ricavato ai poveri, non ai parenti, e, trattenendo per
sé solo il titolo di una perfezione maggiore, mette
in pratica il consiglio evangelico: Se vuoi essere perfetto,
va', vendi quello che hai, dallo ai poveri, e avrai un tesoro
in Cielo poi vieni e seguimi! (Mt 19,21). Fatto questo, vestì
l'abito e condivideva la vita di san Francesco, e stette
sempre con lui, fino a quando, cresciuti di numero, con l'obbedienza
del pio padre, fu inviato in altre regioni.
361 La sua conversione a Dio servì di modello
per tutti quelli che vennero dopo di lui: dovevano vendere
i loro beni e distribuire il ricavato ai poveri. La venuta
e la conversione di un uomo così pio riempirono Francesco
di una gioia straordinaria: gli parve che il Signore avesse
cura di lui, donandogli il compagno di cui ognuno ha bisogno
e un amico fedele.
362 25. Presto venne alla sua sequela un altro cittadino
di Assisi, degno di ogni elogio per la sua vita, che chiuse
poco dopo ancor più santamente di come l'aveva incominciata.
Ed ecco sopraggiungere frate Egidio, uomo semplice, retto
e timorato di Dio (cf. Gb 1,8; 2,3), che, in tutta la sua
lunga vita, praticò la santità, la giustizia,
la pietà, lasciandoci esempi di obbedienza perfetta,
lavoro manuale, amore al raccoglimento e alla contemplazione
religiosa.
Dopo di lui arrivò un altro, e finalmente il loro numero
divenne sette con frate Filippo, al quale il Signore aveva
toccato e purificato le labbra con il carbone ardente,
così che parlava di Dio con spirito mirabile. Interpretava
la Scrittura, spiegando il significato più recondito,
senza aver studiato nelle scuole, simile a coloro che i principi
dei Giudei disprezzavano come ignoranti e illetterati.